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Il lavoro di fabbricazione delle sigarette era effettuato interamente a mano...
La sigaretta - Industria del Tabacco negli Stati Uniti
Negli USA nel 1880 il consumo dei tabacchi lavorati era costituito per il 55% dal tabacco da mastico, il 24% da sigari, il 18% da trinciato, il 2% da tabacco da fiuto e l’1% da sigarette. Il tabacco da mastico era fatto esclusivamente di tabacchi Bright e Burley, i trinciati fumati con la pipa erano miscele di vari tabacchi flucured, poi cambiarono in Burley dolcificato e infine in una miscela di entrambi. Un trinciato di successo venduto agli inizi del novecento negli USA, era costituito da una miscela di tabacco Burley, e su ogni pacchetto si affermava che “il tabacco è preparato per fumatori con un processo per produrre il più delizioso e salubre tabacco per fumatori di sigarette e pipa”. Alcune manifatture iniziarono ad usare gli stessi trinciati per le sigarette, anzi alcuni tabacchi per pipa erano venduti insieme alle cartine per sigarette, molto utilizzate dai fumatori per il confezionamento manuale delle sigarette (roll-your-own). Con l’uso di nuove miscele, una manifattura di Durham cambiò l’etichetta da “Tabacco spagnolo di prima qualità” a “Il vero tabacco da fumo di Durham”.
Le sigarette preferite all’epoca erano le cosiddette “miscele turche” (le marche avevano nomi orientaleggianti come Fatima, Omar, Osman, Zubelda), costituite da miscele che contenevano tabacchi orientali in quantità variabili. Un tentativo nel 1911 di produrre sigarette contenenti solo tabacco flue-cured fu senza successo. Per aumentare la vendita delle sigarette fu fatto largo uso di campagne pubblicitarie, e nei pacchetti si introdussero le cartine (cigarette-cards) di personaggi famosi (attori e attrici, cantanti, ballerini) e a soggetti vari: le collezioni potevano essere raccolte in un album che si otteneva in cambio di un certo numero di pacchetti. Nel 1913 furono lanciate sigarette con una nuova miscela, denominata domestic blend dalla casa produttrice: era costituita da Virginia Bright (fluecured), Burley conciato e dolcificato con succhi, e tabacco orientale; alla miscela nel 1916 fu aggiunto il Maryland per migliorarne la combustione. Le immagini utilizzate sulla confezione richiamavano in ogni caso la prevalente tendenza del momento verso le sigarette turche. Era la prima miscela di tipo American blend, ed ebbe subito un grande successo. Già nel 1918 le nuove sigarette costituivano circa il 40% della vendita totale delle sigarette negli Stati Uniti. Nel periodo il consumo pro-capite delle sigarette saliva ra-pidamente: da 251 sigarette annue consumate nel 1913, a 1.062 nel 1925.
La produzione delle sigarette negli USA, anche in conseguenza dei miglioramenti apportati dalle nuove macchine, aumentò rapidamente passando dai 2,4 miliardi di pezzi del 1889 ai 122,4 miliardi del 1929, con un incremento di oltre il 5.000%, mentre i lavoratori impiegati nell’industria del tabacco salivano nello stesso periodo da 12.042 a 21.600. Le sigarette diventavano il prodotto più importante tra i tabacchi lavorati, nonostante che in molti Stati si emanassero le prime leggi contro la vendita delle sigarette, o “coffin tacks” (chiodi per bare) come spesso erano chiamate. Nel 1890 ventisei Stati vietarono la vendita ai minori, nel 1893 lo Stato di Washington proibì la produzione e l’uso delle sigarette. Diversi scrittori popolari erano ritenuti responsabili del grande aumento del consumo delle sigarette, nelle campagne di propaganda si diceva che era realmente provato che le sigarette erano nocive ai baffi, e si insinuava che due marche erano fatte di “mozziconi” e “vecchia corda” coperte con carta velenosa; ma l’analisi effettuata da chimici del Dipartimento di Agricoltura del North Carolina su tredici marche di sigarette popolari esclusero la presenza di sostanze estranee. . .
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