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Tumori maligni Il carcinoma del polmone rappresenta la prima causa di morte nei paesi industrializzati. Negli Stati Uniti è al primo posto delle morti per cancro sia nel sesso maschile che in quello femminile. L’incidenza varia a seconda delle diverse aree geografiche: è più alta in Nord Europa, Stati Uniti e Canada; si riduce in Giappone, Israele e Svezia. In Italia il numero di nuovi casi per anno si aggira intorno ai 35-40.000/100.000 abitanti, con un tasso di mortalità di 81/100.000 nei maschi e 12/100.000 nelle donne. Fino a non molto tempo fa l’incidenza della neoplasia era maggiore nell’uomo rispetto alla donna con un rapporto maschi: femmine 5:1; oggi tale rapporto è 2,5:1, a causa della crescente abitudine al fumo nel sesso femminile. L’incidenza della neoplasia aumenta all’aumentare dell’età passando da 1/100.000 abitanti/anno prima dei 30 anni a 329/100.000 abitanti/anno tra i 70 ed i 74 anni. Alla diagnosi l’età media dei pazienti è 60 anni; oltre un terzo di nuovi casi è diagnosticato in soggetti di età superiore ai 70 anni.
Fumo di sigaretta
Il fumo di sigaretta è oggi ritenuto il fattore eziologico più importante. E’ stato dimostrato che un uomo dell’età di 35 anni, che fuma 25 o più sigarette al giorno, ha un rischio di morire di cancro del polmone prima dei 75 anni pari al 13%. Il rischio aumenta in relazione a:
1. Numero di sigarette fumate
2. Età di insorgenza dell’abitudine al fumo
3. Maggior contenuto di nicotina
4. Assenza di filtro nelle sigarette
Nei soggetti che smettono di fumare il rischio si riduce nel corso dei 10-15 anni successivi. Anche il fumo passivo aumenta il rischio di sviluppare il carcinoma polmonare; ad esso viene attribuito un rischio relativo pari a 1,19.
Gli effetti nocivi del fumo sulla salute sono tristemente noti... Oltre ai polmoni sono particolarmente colpite le arterie cerebrali, quelle delle gambe, quelle renali e le coronarie: nei fumatori l'infarto cardiaco è quattro volte più frequente che nei non fumatori, perchè..?
Perché ad ogni tirata di sigaretta i vasi sanguigni si restringono, causando un aumento della pressione arteriosa e della frequenza cardiaca. Inoltre il monossido di carbonio assorbito col fumo riduce l'apporto di ossigeno alle pareti interne delle arterie, favorendo i depositi arteriosclerotici, con temibili conseguenze come l’infarto cardiaco, angina pectoris, ictus cerebrale, occlusione di arterie delle gambe.
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